sabato 18 aprile 2009

Vangelo del giorno 18 aprile

Mc 16,9-15

Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.

Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.

Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.

venerdì 17 aprile 2009

Via Crucis per le vie di Rovereto

Si è tenuta il venerdì prima di Pasqua la via Crucis per le strade di Rovereto organizzata dalla pastorale giovanile di Rovereto.
Le varie stazioni sono state animate dalle verie parrocchie della città e dai vari gruppi-movimenti presenti in città.

Anche noi giovani della MI abbiamo avuto la gioia di partecipare a questo splendido momento di preghiera, che è terminato con l'arrivo, nell'ultima stazione alla chiesa di S.Maria.

Il parroco ci ha infine aggiornato sugli importanti lavori di restauro appena ultimati e così abbiamo potuto concludere la nostra preghiera proprio con gli occhi al cielo =) .


UN GRAZIE A DON ALESSIO E SUOR ANTONELLA della pastorale giovanile per aver organizzato un bel momento comunitario di preghiera!!!

Un saluto a tutti i GiMI

Vangelo del giorno 17 aprile

Gv 21,1-14

Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

giovedì 16 aprile 2009

Vangelo del giorno 16 aprile

Lc 24,35-48

Ed essi (i discepoli di Emmaus) narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

mercoledì 15 aprile 2009

Vangelo del giorno 15 aprile

Lc 24,13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

martedì 14 aprile 2009

Vangelo del giorno 14 aprile

Gv 20,11-18

Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

domenica 12 aprile 2009

vangelo della domenica 12 aprile- Pasqua

Prima lettura: At 10, 34a. 37-43 Dagli Atti degli Apostoli.
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse:
"Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio.
Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome» .

Salmo Responsoriale Dal salmo 117

Questo è il giorno di Cristo Signore:
alleluia, alleluia.

Celebrate il Signore, perché è buono;
perché eterna è la sua misericordia.
Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia.

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto meraviglie.
Non morirò, resterò in vita
e annunzierò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo;
ecco l'opera del Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Seconda lettura: Col 3, 1-4

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi.
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!
Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.

Vangelo: Gv 20, 1-9

Dal vangelo secondo Giovanni.
Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro:
«Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!» .
Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.

venerdì 10 aprile 2009

Vangelo del giorno 10 aprile

Gv 18,1-19,42 (19,30. 33-37)

Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito…

Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.

giovedì 9 aprile 2009

Vangelo del giorno 9 aprile 2009

Gv 13,1-15

Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.

mercoledì 8 aprile 2009

Vangelo del giorno 8 aprile

Mt 26,14-25

Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.

Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

martedì 7 aprile 2009

Vangelo del giorno 7 aprile

Gv 13,21-33.36-38

Dette queste cose, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.

Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».

Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte.

lunedì 6 aprile 2009

Vangelo del giorno 6 aprile

Gv 12,1-11

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

sabato 4 aprile 2009

1 messaggio ricevuto


Carissimo/a, questo MSG è x te!


Quando ti arriva un sms, guardi con curiosità il display del tuo cellulare, muovi le dita, fai scorrere le parole con grande velocità per capire subito chi ti scrive e cosa vuole. Finora penso di non essere nell’elenco dei tuoi contatti, ma vorrei che mi sentissi come un amico. Sei sorpreso? Ti sembra strano che voglia scriverti? Credimi, non è così! È da tempo che volevo farlo, per dirti che penso spesso ai giovani, ai vostri sogni, alle vostre paure, al vostro desiderio di amicizia e di verità. Non mi sorprendono alcune stranezza giovanili e ammiro il vostro entusiasmo. Nelle visite alle parrocchie mi capita di incontrare quei ragazzi che sono impegnati in qualche attività: è bello poter vedere la loro gioia e la loro ricerca di risposte autentiche ai grandi perché del cuore umano; qualcuno offre la sua vita per gli altri. Forse anche tu conosci qualcuno che regala un po’ del suo tempo gratuitamente. Però vorrei dire anche a quei giovani che non incontro, che la loro vita mi interessa e che davanti a Dio restano unici e speciali: per ognuno c’è una mission. Mi dispiace se qualcuno si è allontanato dalla Chiesa: forse è anche un po’ colpa nostra se non siamo sempre riusciti a mostrare la bellezza e la verità di Gesù.

Io so che certi tuoi comportamenti, certi tuoi discorsi e perfino certe esagerazioni nascono da una domanda: “Cerco un senso per l amia vita! Dove lo trovo, se tanti mi dicono che un senso non c’è? Perché assumere allora la vita?” Tu forse non lo sai, ma è Gesù che stai cercando o meglio è Lui stesso che ti cerca per darti una pienezza di vita. Forse ti sembra il “signor-No”, quello che dice ciò che non devi fare. Ma attento: tu cerchi amici veri, cerchi relazioni belle: Gesù ha creduto nell’amicizia fino alla fine, ha chiamato “Amico” anche Giuda mentre stava per tradirlo. Tu cerchi coerenza, parole vere, senza doppi giochi; ora quello che Gesù diceva lo faceva: il suo amore è stato fedele, fino a dare la vita; “non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i proprio amici”: così è stato Gesù! Tu quando sbagli forse vorresti azzerare tutto e poter ricominciare di nuovo.: Gesù ti dice “alzati” e ti dà fiducia ancora; non è nel mondo per giudicare, ma per salvare. Egli ti dà fiducia anche se avessi sbagliato: vorrei farti provare la gioia di Pietro, quando Gesù, non solo lo perdona dopo essere stato rinnegato, ma gli affida la sua Chiesa. Gesù è uno che ha coraggio, che sa ascoltare, che crede nella bontà del tuo cuore e vuole arricchirla. Per me non sei soltanto il futuro della società e della Chiesa, sei già il presente.

Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, vorrei far giungere a te come a tutti i giovani trentini il mio messaggio di fraternità e paternità, non per essere padrone della tua vita, ma servitore della tua gioia. Lo so, spesso invece noi adulti nascondiamo la grandezza di cristo con i nostri comportamenti egocentrici. Ricordaci con la tua partecipazione che abbiamo la responsabilità di incoraggiare le tue attese e le tue speranze, la tua ricerca di strade innovative e belle e di mostrarti, con la nostra coerenza di vita, che questo è possibile. Ricordaci anche che la Chiesa non è un gruppo di perfetti, ma di amici che hanno trovato con Gesù un’amicizia speciale e vogliono una vera fraternità per tutti, progredendo nell’altruismo.

Oggi più che mai metto la tua vita nelle mani della persona più importante per me: Gesù di Nazareth. Lui, ti assicuro, non mi ha mai tradito, mi ha sostenuto e accompagnato nei miei sogni, nella mia maturazione e nella mia ricerca della felicità. Sai, Dio non è fuori moda: lo ho visto nel mondo intero. Dio vuol fare di te uno che possa dare un contributo nella storia. Nona vere orizzonti piatti, ma una visione ampia e guarda a coloro che ti dimostrano, con la concretezza della loro vita, la bellezza del nostro Dio.

Con amicizia e stima, Luigi, per te vescovo.



Vangelo del giorno 4 aprile

Gv 11,45-56

Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.

Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.

Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

venerdì 3 aprile 2009

Da piazza San Pietro ad Harvard Square

“Non abbiamo trovato nessun legame tra l’uso del preservativo e un minore tasso di infezioni da HIV, che dovremmo essere in grado di valutare dopo 25 anni di epidemia diffusa, e dire se questo tipo di intervento funziona”. Questo asserisce Edward C Green, direttore del AIDS Prevention Research Project del Harvard Center for Population and Development Studies, in risposta ai commenti della stampa papale in viaggio in l’Africa questa settimana. Benedetto XVI, in risposta alla domanda di un giornalista francese che gli chiedeva di difendere la posizione della Chiesa nella lotta alla diffusione dell’AIDS, descritta dal giornalista come “spesso considerata irrealistica e inefficace”, ha detto: “Il problema dell’AIDS non può essere vinto da slogan pubblicitari. Se l’anima manca, se gli Africani non si aiutano vicendevolmente, il flagello non può essere risolto distribuendo preservativi; anzi, si rischia di peggiorare il problema. La soluzione può arrivare solamente da un duplice impegno: per prima cosa l’umanizzazione della sessualità, in altre parole il rinnovamento spirituale e umano che porta a un nuovo modo di comportarsi gli uni con gli altri; in secondo luogo, la vera amicizia, soprattutto con chi soffre, cioè una disponibilità (anche attraverso il sacrificio personale) di essere presente con coloro che soffrono. E questi sono fattori che aiutano e portano un progresso tangibile. “Il Papa ha ragione”, dice Edward Green al National Review Online mercoledì, “o messa giù in un altro modo, la miglior prova che abbiamo oggi appoggia i commenti del Papa. Egli ha insistito sul fatto che è stato provato che l’uso del preservativo NON è efficace a ‘livello della popolazione’”. “C’è un forte legame, dimostrato dalle nostre migliori ricerche, incluso l’ U.S.-funded ‘Demographic Health Surveys’”, aggiunge Green, “tra una maggiore disponibilità e l’uso del preservativo e un maggiore (non minore!) tasso di infezione da HIV. Questo potrebbe essere causato, in parte, da un fenomeno noto come “compensazione del rischio”, cioè quando si usa un “metodo” che abbassa il rischio, come i preservativi, spesso si perde il beneficio (cioè si perde la riduzione del rischio), perché si “compensa” o si corrono maggiori rischi di quelli che si correrebbero senza il metodo che riduce il rischio. Green aggiunge: “Ho notato inoltre che il Papa ha detto che la monogamia sarebbe la miglior risposta del singolo contro l’AIDS, invece che l’astinenza. Infatti la migliore e più recente prova empirica dimostra che la diminuzione del numero di partner sessuali multipli e simultanei è il più importante cambiamento nel comportamento del singolo, in relazione alla riduzione del tasso di infezioni da HIV(l’altro fattore importante è la circoncisione maschile)” E intanto, come Travis Kavulla scrive su Kenya Today, i media internazionali ignoreranno tutte le nuove storie sulla chiesa e sulla crescita della civilizzazione in favore di una più sessuale, anche se è una trama fin troppo familiare; Green ha qualche novità incoraggiante: il Papa non è solo. “Sempre più esperti di AIDS sono prossimi ad accettare quanto sopra. Le due nazioni con le peggiori epidemie di HIV, cioè Swaziland e Botswana, hanno entrambe lanciato una campagna per scoraggiare partner sessuali multipli e simultanei e per incoraggiare la fedeltà”. Il Papa ha aggiunto durante lo stesso Q&A : “Direi che il nostro duplice sforzo è innazitutto quello di rinnovare la persona umana internamente, di dare forza spirituale e materiale a un modo di comportarsi che sia giusto nei confronti del proprio corpo e quello degli altri; ed è, in secondo luogo, in questa capacità di soffrire con coloro che soffrono, di rimanere saldi in situazioni difficili. Abbiamo anche bisogno, in altre parole, di trattare le persone come tali. Ragionare con loro e mostrare loro che c’è una via migliore per vivere, rispettosa di loro stessi e degli altri. E’ un messaggio di senso comune che non è follia se si è in Africa o se si ha a che fare con dei lunatici adolescenti americani. E’ un messaggio duro da ascoltare sugli stessi, vecchi e stupidi dibattiti, parodie e congedi. Ma è un messaggio basato sulla vita reale e è riconosciuto non solo in piazza San Pietro ma anche in Harvard Square.

Medjugorie messaggio del 2 aprile (Mirjana)


"Cari figli! L’amore di Dio è nelle mie parole. Figli miei, è l’amore che desidera volgervi alla giustizia e alla verità. E’ l’amore che vi vuole salvare dalle vostre illusioni. E voi, figli miei ? I vostri cuori rimangono chiusi. Sono duri. Non rispondete alle mie chiamate. Non sono sinceri".
Mirjana ha sentito un forte dolore e ha pregato che non ci abbandoni.
La Madonna ha detto: "Con Cuore materno prego perché voglio che voi tutti risuscitiate in mio Figlio. Vi ringrazio".

Vangelo del giorno 3 aprile

Gv 10,31-42

Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? 3ra, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.

Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

giovedì 2 aprile 2009

Vangelo del giorno 2 aprile

Gv 8,51-59

In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

mercoledì 1 aprile 2009

Vangelodel giorno 1 aprile

Gv 8,31-42

Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.

lunedì 30 marzo 2009

Vangelo del giorno 30 marzo

Gv 8,1-11

Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».